Processo e morte di Gesù. Un punto di vista ebraico
Cohn Chaim
Na voljo
- Izdano
- 2000
- Strani
- 442
- ISBN
- 88-06-15635-7
- Signatura
- MN 2
- Lastnik
- matej@rkc.si
Opis
Einaudi, 2000. Book Condition: new. Dopo la fondazione di Israele nel 1948, i teologi cristiani fecero ricorso alla Corte suprema del nuovo Stato in merito all'omicidio legalizzato di Gesù da p
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Impresum: Einaudi
Ostalo: cena: US$ 36.04
AbeBooks.com: URL
Google Books: URL
izdaja: 1ª ed
leto: 2000
jezik: Italiano
ostalo: BOL - Libri - Cohn, Processo e morte di Gesù, Einaudi - 2000
contenuto: nSecondo l'idea che l'ortodossia cristiana ha accolto, Gesù di Nazareth fu condannato a morte e crocifisso dal governatore romano della Giudea che, tuttavia era convinto della sua innocenza. Le narrazioni evangeliche dimostrerebbero che Pilato non fu libero di giudicare secondo scienza e coscienza. Egli agì in stato di necessità, sotto la pressione del sinedrio che aveva organizzato un complotto contro Gesù e aizzato il popolo per farlo morire. L'autorità romana fu il braccio secolare dell'autorità ebraica. L'analisi puntigliosa e spregiudicata delle fonti, esito di decenni di ricerche, conduce l'autore a conclusioni del tutto diverse: la morte di Gesù fu responsabilità esclusiva dei romani che lo condannarono per sedizione; gli ebrei - capi sacerdoti, anziani, farisei, dottori della legge, gente comune - non svolsero né avrebbero potuto svolgere parte alcuna nel processo romano, né per accusare Gesù né per costringere Pilato a condannarlo. Solo nei decenni successivi agli avvenimenti, in una situazione politica mutata, la vicenda venne ricostruita e narrata nei Vangeli in modo tale che Pilato potesse essere assolto, trasferendone la responsabilità agli ebrei.
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contenuto: nSecondo l'idea che l'ortodossia cristiana ha accolto, Gesù di Nazareth fu condannato a morte e crocifisso dal governatore romano della Giudea che, tuttavia era convinto della sua innocenza. Le narrazioni evangeliche dimostrerebbero che Pilato non fu libero di giudicare secondo scienza e coscienza. Egli agì in stato di necessità, sotto la pressione del sinedrio che aveva organizzato un complotto contro Gesù e aizzato il popolo per farlo morire. L'autorità romana fu il braccio secolare dell'autorità ebraica. L'analisi puntigliosa e spregiudicata delle fonti, esito di decenni di ricerche, conduce l'autore a conclusioni del tutto diverse: la morte di Gesù fu responsabilità esclusiva dei romani che lo condannarono per sedizione; gli ebrei - capi sacerdoti, anziani, farisei, dottori della legge, gente comune - non svolsero né avrebbero potuto svolgere parte alcuna nel processo romano, né per accusare Gesù né per costringere Pilato a condannarlo. Solo nei decenni successivi agli avvenimenti, in una situazione politica mutata, la vicenda venne ricostruita e narrata nei Vangeli in modo tale che Pilato potesse essere assolto, trasferendone la responsabilità agli ebrei.
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